Corsa di San Martino


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ZANZARA

I calendari regionali nazionali ed internazionali di running ed altro

"La Zzzanzara"...
spigolature, commenti e curiosità a cura di Vittorio Camacci
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Un "5000 Comodo"
Ascoli Piceno - domenica 7 marzo di Vittorio Camacci

Nel vasto panorama delle corse su strada italiane si da particolarmente risalto alle gare con chilometraggio elevato , sia per il fascino dell' estremo , sia perchè ormai il modo d' intendere l' impegno sportivo va sempre verso il massimo possibile. Così non la vedono gli appassionati di corsa del gruppo sportivo " ASD Comodo Sport " di Ascoli Piceno che hanno deciso di organizzare la prima edizione di " Un 5.000 Comodo " gara podistica su strada di 5 chilometri a circuito su un percorso regolare e pianeggiante di 1.000 metri. In una mattinata fredda ma soleggiata circa 80 atleti, in rappresentanza di quasi tutte le società podistiche locali , si sono confrontati in una competizione mozzafiato , briosa ed emozionante, davanti ad un pubblico competente ed entusiasta, che non ha mai smesso di incitare i concorrenti dal primo all' ultimo ad ogni passaggio. Applauditissimo è stato il vecchio ultramaratoneta Normanno Di Gennaro, più volte campione e primatista italiano della 100 chilometri, tornato da poco alle gare e per nulla intimorito dalla corta distanza dell' evento a lui poco congeniale. La gara è stata vinta dal romagnolo Gianni Bruzzi, ex mezzofondista del GS Carabinieri Bologna, che con difficoltà è riuscito a scrollarsi di dosso l' ostico atleta locale Patrizio Alesiani, mentre terzo giungeva più staccato il pompiere della Mezzofondo Club Ascoli Gianfranco Fioravanti . Tra le donne dominio incontrastato per Francesca D' Angelo su Ilaria Mancini e Marisa Camilli.
Class. Masch. : 1) Bruzzi 16' 22" 2) Alesiani 16' 34" 3) Fioravanti 17' 30" 4) Paternesi Meloni 17' 32" 5) Agostini 17' 42" 6) Prosperi 17' 47" 7) Paolini 18' 07" 8) Paci 18' 12" 9) Mancini 18' 16" 10) Proietti 18' 17" . Class. Femm. 1) D' Angelo 19' 43" 2) Mancini 20' 16" 3) Camilli 21' 48" 4) Luzi 21' 57" 5) Orsolini 22' 13" 6) Partemi 22' 47" 7) Maiocchi 23' 47" 8) Nespeca 23' 52" 9) Traini 24' 11" 10) Manfroni 25' 30". ( P.S. Le foto sono sul sito Comodo Sport ).



"QUANDO LA MAGLIA ERA UNA BANDIERA "
di Vittorio Camacci Martedi 15 Dicembre 2009

Tutti siamo al corrente della tremenda crisi economica ed occupazionale che ha fortemente colpito le nostre zone, le nostre società podistiche hanno dovuto subire un conseguente calo di risorse finanziarie e sarebbe ipocrita nascondere il clima pessimistico che si respira anche nel nostro ambiente. Molti di noi hanno perso il posto di lavoro, altri hanno avuto un famigliare ed un parente coinvolto , malgrado tutto la passione per il nostro sport , fatto di sudore e fatica e soprattutto di solidarietà e amicizia ha tenuto l' impatto e si è addirittura registrato un incremento di partecipanti nelle maggiori manifestazioni podistiche della zona. Nei momenti di difficoltà escono fuori i veri valori ed i veri sentimenti , ed ecco che l' atletica uno degli sport più poveri riesce a dare una lezione alle discipline miliardarie che quando non riescono ad attingere moneta si sciolgono come neve al sole. Vi esorto a non perdere la speranza, in questi periodi bisogna aiutarsi a vicendevolmente, a volte basta un allenamento in compagnia , una pacca sulla spalla e quattro chiacchiere per far diluire penosi e cupi fantasmi dell' anima. Vorrei anche mandare un messaggio di solidarietà ai presidenti delle società di atletica perchè in questo periodo è molto viva la campagna tesseramenti e si notano alcuni episodi non corretti da parte di alcuni atleti . Ovviamente chi sceglie di praticare la corsa lo fa principalmente perchè essa è sinonimo di libertà , il modo più facile ed economico per scaricare le frustrazioni ed i problemi della vita di oggi, ma quando si entra a far parte di una società ci sono delle regole da rispettare e spesso ci si dimentica dell' enorme responsabilità che hanno i dirigenti di fronte alle federazione , alle istituzioni ed agli sponsor che investono le loro risorse in questo sport. Una volta la maglia societaria era una bandiera per la quale si lottava strenuamente :quante battaglie nel fango delle campestri, nei meeting di atletica , nelle stracittadine per accaparrarsi una posizione in classifica che potesse dare qualche punticino in più alla nostra squadra nei campionati regionali. Oggi si passa da un team ad un' altro per futili motivi, basta un diverbio, la promessa di una tuta nuova e subito si è pronti a saltare su un nuovo carro. Questo non è corretto bisogna rispettare il lavoro dei dirigenti di società come è anche vero che essi debbono onorare gli impegni presi e possibilmente lasciare libera scelta agli atleti che per seri motivi vogliono cambiar maglia. I giovani ci guardano ed imparano da noi e solamente dando un esempio di serietà e coerenza faremo in modo che essi tornino ad amare la corsa , d' altronde il nostro sogno non è forse quello di vedere tanti giovani nelle manifestazioni podistiche ormai piene di soli ultraquarantenni nostalgici ?


"A Monteprandone la maratonina che scalda l'inverno" di Vittorio Camacci - Lunedi 14 Dicembre 2009
In una mattinata tipicamente invernale, caratterizzata da cielo nuvoloso e temperatura freddo-umida, si è svolta a Monteprandone la 4^ Maratonina San Giacomo della Marca. Caratterizzata da un' organizzazione famigliare e da un cordiale clima di amicizia la manifestazione ha richiamato ai nastri di partenza un centinaio di atleti che si sono dati battaglia su un durissimo e ostico tracciato di gara di 9 chilometri ricavato tra le aguzze colline piene di vigneti a nord del fiume Tronto. La gara è stata vinta dall' esperto Graziano Collina che non ha avuto difficoltà ad imporsi sull' abruzzese Daniele Cozzupoli e sul giovane Antoni Marinucci mentre tra le donne ha trionfato la sambenedettese Rita Mascitti mettendosi alle spalle la compagna di squadra Katia De Angelis e la promettente Tania Mercuri. Un ottimo rinfresco finale e simpatiche premiazioni coordinate dallo speaker Roberto Falgiani hanno chiuso l' evento sportivo ottimamente gestito dal patron Giuseppe Mancini , meglio conosciuto nell' ambiente come " Peppino Lù Postì"; a dimostrazione che la passione unita ad un grande cuore può far miracoli anche di fronte a scarse risorse economiche. Approfitto di questa cronaca sulla manifestazione Monteprandonese per fare a tutti i lettori del nostro sito un caloroso augurio di Buon Natale e Felice Anno Nuovo ..


"Per chi suona la campana..."
di Vittorio Camacci
Nella recente Maratona di Chicago , il freddo e la fatica hanno stroncato la vita di tre podisti, uno anziano è caduto battendo la testa e due giovani sono stati stroncati da probabili collassi cardiaci. Il tema della morte torna alla ribalta ciclicamente nel panorama dell' atletica, sia professionistica che amatoriale ed è un argomento sul quale dobbiamo soffermarci a malincuore benchè il nostro amato sport sia fatto principalmente di gioia e di benessere fisico. Nel più classico dei " Bar dello Sport ", dove il calcio è l' argomento al centro delle discussioni, la notizia tratta da un riquadro minuto della " Gazzetta " provocherebbe il più classico dei commenti : " ma chi glielà fatte fà! Invece che ji currenne in mutanne e cazzàmaglia a chell' età era mejie che se stava dentre casa." " A chi la tocca ... la tocca" diceva Don Abbondio nei Promessi Sposi. E' uno dei rari casi in cui la morte non provoca pietà , anzi nella mente dei più provoca indifferenza ed ironia. Se si muore attraversando la strada, scivolando nella vasca da bagno, in un incidente sul lavoro puoi avere la compassione di molti ma se muori correndo, solo chi è podista appassionato come te può riservarti un pensiero di solidarietà e commiserazione. Purtroppo ancora oggi la cultura sportiva non è ben radicata nella nostra società, l' ignoranza non riconosce i molteplici effetti benefici che la corsa, sport aerobico e poco traumatico , ha avuto nei confronti di migliaia di praticanti. Vorrei ricordare a questi " Signori " che le statistiche parlano chiaro si muore molto di più per alcoolismo, tabagismo, incidenti stradali, di lavoro e domestici e soprattutto per indolenza e obesità che per sano e salutare esercizio fisico. Non dimentichiamo i benefici che la corsa apporta alla nostra salute, come: circolazione sanguigna, cuore, respirazione, mobilità articolare, tonicità muscolare ed equilibrio psichico. Certo nello sport come nella vita c' è anche chi fa uso di droghe , vedi i vari casi di doping sia professionistico che amatoriale, ma sono esempi di degenerazione e non vanno confusi e comparati con la stragande maggioranza dei praticanti onesti e puliti. Quindi amici maratoneti non vi scoraggiate e non fatevi prendere dalla paura, ricordatevi le buone regole: visita sportiva obbligatoria, esame del sangue ed elettrocardiogramma anche più volte nel corso di un anno e soprattutto non esagerate con lo sforzo fisico, non chiedete mai al vostro organismo una fatica maggiore di quello che il vostro allenamento o la vostra età vi consentono. " PER CHI SUONA LA CAMPANA ... ESSA SUONA ANCHE PER TE A PRESCINDERE CHE TU SIA RUNNER O NON LO SIA ".


Giro delle 7 Chiese -Un gara dal sapore Antico
Amatrice 18/10/2009
di Vittorio Camacci

La ridente Amatrice, capoluogo dell' Alta Sabina, ha proposto agli appassionati di corsa una gara dal sapore antico , che alcuni anni orsono fu anche campionato italiano di corsa in montagna, il " Giro delle 7 Chiese ". Accompagnati da un freddo pungente, decisamente dal carattere invernale, i partecipanti sono partiti da Corso Umberto I , ai piedi della Torre Civica posta al centro della cittadina, per percorrere un tracciato di 12 chilometri , tutto su strade e tratturi di montagna, contraddistinti da forti pendenze , attraversando caratteristici villaggi in miniatura fino a raggiungere il Santuario dell' Icona Passatora , punto più alto del tracciato a circa 1.200 metri posto ai piedi del monte Pizzo di Sevo. Da qui una lunghissima discesa ha riportato gli atleti al traguardo. Ha vinto la gara con estrema facilità Giuseppe Franchi ( Dream Team Roma ) davanti all' atleta locale Sergio Di Pasquantonio ( Atl. Amatrice ) ed a Marco Nebuloso ( Farnese Vini Pescara ) . Tra le donne ha conquistato il più alto gradino del podio Patrizia Santarelli ( Pod. Solidarietà ) su Carolina Agabiti ( Runners Sangemini ) e Maria Teresa Quotidiano ( ASD Enea ). Nel finale ricche premiazioni in un clima di cordiale amicizia e simpatia hanno chiuso la manifestazione. Class. masch. 1) Giuseppe Franchi ( Dream Team Roma ) 2) Sergio Di Pasquantonio ( Atl. Amatrice ) 3) Marco Nebuloso ( Farnese Vini Pescara ) 4) Natalino Bortoloni ( Pod. Solidarietà ) 5) Vincenzo De Luca Rapone ( ASD Enea ) 6) Roberto Serafini ( Atl. Amatrice ) 7) Vittorio Camacci ( Pod. Valtenna ) 8) Daniele Di Mario ( ASD Enea ) 9) Enzo Orsingher ( Atl. Vita ) 10) Mattia De Luca Rapone ( ASD Enea ). Class. Femm. 1) Patrizia Santarelli ( Pod. Solidarietà ) 2) Carolina Agabiti ( Runners Sangemini ) 3) Maria Teresa Quotidiano ( ASD).


" Criterium Piceni & Pretuzi " una scommessa vinta ! di Vittorio Camacci

E' in pieno svolgimento la seconda edizione del " Criterium Piceni & Pretuzi " , ideato e voluto dal carissimo amico Eugenio Novelli di Monsampolo del Tronto in collaborazione con il teramano Carlo Franchi. Le mie notizie storiche sul grande passato di questi due popoli non sono abbastanza competenti, ma di certo parte della storia preromanica delle nostre terre ha visto all' opera gli alterni destini di queste genti , primitivi guerrieri ed agricoltori finiti sotto il giogo dell' Impero Romano. Negli ultimi anni le due popolazioni sono anche accumunate dalle vicissitudini economiche che le hanno viste affrontare con orgoglio e dignità la grande crisi economica che in queste zone ha fatto perdere migliaia di posti di lavoro. Quando fui informato della nascita di questo criterium , sono rimasto subito entusiasta, perchè le mie esperienze podistiche erano sempre maturate nell' ambito delle due province a cavallo delle Marche e dell' Abruzzo, con la frequentazione pluriennale del Corrilabruzzo di Giudo Catenaro in compagnia degli amici Giovanni Tempestilli e Giovannino Mezzapesa. Questa mia primaria euforia si è subito trasformata in un pessimistico timore quando a mente fredda ho valutato i pro ed i contro dell' iniziativa. Come sarebbe finito il confronto tra gli " Asculà " con i " Pesciari " ed i " Texani " dall' altra parte del Tronto ? Come sarebbero potute andare in perfetto accordo e sincronia società che fino a quel momento si erano date battaglie su tutti i fronti per accaparrarsi sponsor, atleti o la vittoria di gare ? Mi sono dovuto presto ricredere , aldilà del campanilismo e del sano agonismo , tutto e filato liscio e nel corso di una bellissima cerimonia sono stati premiati tutti atleti partecipanti nonchè le società vincitrici ed i primi assoluti e di categoria. Qualcosa nel corso di questo secondo anno di vita non è andato nel verso giusto, alcune gare non hanno rispettato le buone regole impartite dalgi organizzatori e sono subito sbocciati i primi malumori. " Quisquilie, bazzecole ", come diceva il grande Totò, che non fermeranno di certo la voglia di confrontarsi e gareggiare degli atleti e non scoraggeranno gli organizzatori , sempre bravi e competenti e pronti a rimettere i cosidetti " paletti " nel posto giusto. A mio modesto avviso mancano solo due ciliegine sulla torta : dei premi in natura , per i vincitori ( in tempi di carestia la carota fa correre il somaro ) , che potrebbero essere messi a disposizione da sponsor locali e l' inserimento di una classifica per i giovani per invogliare la crescita di nuove leve. Nel mio cuore c' è anche l' auspicato ritorno nel calendario della Maratonina di Piancarani , autentico gioiello organizzativo degli anni passati che si svolgeva proprio sul suolo dove le nostre antiche genti praticavano il culto della dea Ancaria, madre della terra e della fertilità, quella stessa terra che noi calpestiamo ogni giorno con le nostre scarpette e che da ancora da vivere alle nostre popolazioni.


...ma i maratoneti keniani sono veramente imbattibili??? di Vittorio Camacci

Ormai tutte le più importanti corse su strada nazionali sono monopolio delle "gazzelle" africane ed a volte per trovare il primo italiano in classifica bisogna scalare oltre la decima posizione. Nelle gare internazionali il discorso non cambia , in qualsiasi parte del mondo, sono gli atleti del continente nero a dettar legge lasciando solo briciole al resto del globo. Se da nazionalisti guardiamo più attentamente nel giardino di casa nostra, il panorama e le prospettive future sono desolanti. A parte qualche raro talento, non abbiamo più un atleta in grado di ben figurare a livello internazionale ed in maratona non siamo più in grado di allestire una squadra nazionale. Ma gli atleti keniani, etiopi , marocchini sono veramente imbattibili ? Gli atleti degli altri contenti dovranno ancora per molti anni relegarsi al ruolo di semplici comparse ?
A Berlino, nel corso dei campionati mondiali abbiamo avuto dei dati interessanti; se da un lato le gare di velocità hanno monopolizzato l' attenzione degli appassionati quelle di mezzofondo hanno presentato delle novità . Ad esempio la squadra statunitense nelle corse prolungate è riuscita ha portare in finale di quasi tutte le specialità due o tre atleti bianchi che hanno poi ben figurato . Questa è la dimostrazione che lavoro sodo e applicazione di una buona tecnica di preparazione su atleti non di colore ma dotati possono portare a risultati strepitosi. Il messaggio per i nostri vertici federali è questo : torniamo nelle scuole alla ricerca di talenti, rechiamoci anche nelle piccole realtà rurali e montane, aiutiamo con mezzi economici i ragazzi di umile estrazione e le loro famiglie , consentiamo a chi è dotato di poter eprimere il suo potenziale, diamo un supporto ai tecnici ed agli allenatori di base , alle società giovanili e vedrete che i risultati verranno ..


PODIO TUTTO AFRICANO AL TROFEO DELLA MARCITE DI NORCIA (PG) di Vittorio Camacci

En-plain etiope, sia maschile che femminile, nella 12^ edizione del " Trofeo delle Marcite " , caratteristica corsa podistica su strada di 10,5 chilometri, che si è disputata in un' assolato mattino della prima domenica di settembre. I corridori africani si sono trovati a loro agio sull' ostico percorso umbro , con tratti di sterrato , immerso nella conca nursina tutta circondata dai monti appenninici. Particolare il passaggio all' interno di un mulino a pietra, respirando atmosfere della più blasonata " Cinque Mulini ". Alle spalle degli etiopi Sugi Bilusma, Delchasa Shume e Urmu Gabissa , che hanno corso sotto i 3' 00" al chilometro, si sono fatti onore un manipolo di magrebini, mentre per veder sfilare il primo italiano al traguardo bisognava attendere l' ottava posizione, con l' arrivo dell' inossidabile talento umbro Maurizio Vagnoli. Tra le donne vittoria di Afework Abebech di un soffio sulla connazionale Woldewariath Aynalema , terza staccatissima la marocchina Asmaè Ghizlane. Class. masch. 1) Bilusma 31' 07" 2) Shume 31' 08" 3) Gabissa 31' 09" 4) Laalami 32' 39" 5) Kabbouri 33' 38" 6) El Makhrout 34' 27" 7) Larbi 34' 40" 8) Vagnoli 34' 43" 9) Toja 38' 25" 10) Paci 38' 50". Class. Femm. 1) Abebech 34' 41" 2) Aynalema 34' 42" 3) Ghizlane 39' 38" 4) Antonini 45' 04" 5) Di Carlantonio 47' 55" 6) Battelli 48' 44" 7) Figliola 50' 30" 8) Rodilossi 54' 58" 9) Pascucci 59' 59" 10) Cattaneo 1h 00' 58".

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